Piazze piene, governo vuoto. Comunicato 7 Ottobre 2011

Siamo in tanti. Ce lo aspettavamo, nonostante tutto; nonostante siano tre anni ormai che la protesta si fa viva nelle piazze, nelle scuole e nei luoghi di cultura del nostro paese. Sono cambiate molte cose dal 2008 ad oggi, rimane però, e deve rimanere, lo slancio che ci ha consentito di mantenere vivo il movimento, nella sua analisi, nella sua elaborazione e nella sua passione per la politica della conoscenza. Oggi invece abbiamo un governo che non governa, un esecutivo privo di forza per decidere un qualcosa. Tre anni di cura Gelmini hanno inaridito le scuole, le hanno abbandonate a se stesse in termini di edilizia, di cultura, di opportunità d’apprendimento e di libertà. Per queste ragioni le piazze di oggi, le piazze di quest’autunno devono alzare il livello del confronto, portando nelle strade i pilastri per l’alternativa: lavoro e conoscenza. Abbiamo subito i danni causati da una finanza sganciata dalla politica in termini di disuguaglianze e crisi. La scuola in tutto questo de

14 Novembre - Europe, Rise Up!

ve essere la base per un pensiero più lungo
dell’immanentismo del presente della destra berlusconiana.

Parlare di scuola e di società della conoscenza oggi vuol dire dare una prospettiva diversa al paese, al lavoro subalterno e autonomo. Investire risorse materiali e immateriali per la conoscenza e il sapere si declina con l’affermazione delle libertà individuali e collettive dentro e fuori il lavoro, che nutrono lo stesso e dal quale devono nutrirsi. L’investimento a lungo termine verso un positivo eccesso di sapere e per uno stimolo
all’offerta di lavoro più qualificata è la chiave di volta per dare un valore più alto alle ragioni della sinistra.

La scuola dell’interazione, del web, dell’autonomia, del legame col territorio, aperta alla formazione permanente per accompagnare e per dare gli strumenti per il governo delle evoluzioni che il dinamico mondo di oggi ci impone.
Il movimento quest’anno deve essere capace di dialogare con quel vastissimo fronte di disagio, che ha bisogno di una guida politica, di una via d’uscita democratica da questo empasse, che non si realizza comprando pagine di giornale per dire cose banali in modo banale. Bisogna dare risposte complessive e puntuali in questa transizione storica per il nostro paese e per l’occidente, impegnandosi a dovere affinché
si esca a sinistra dalla crisi.

La libertà vola sui piedi del sapere, e se loro sono il buio del presente noi vogliamo essere la luce del futuro.
Sarà un percorso lungo, dovrà essere unitario. Ci mettiamo a disposizione per elaborare una nuova idea di paese e di mondo con umiltà di una generazione all’angolo della storia.

Dario Costantino

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