PEOPLE OF EUROPE, RISE UP! 16 NOVEMBRE 2012

La piazza di oggi segna un punto preciso: l’Europa trova il suo momento di maggiore mobilitazione grazie alle ragioni del lavoro e della conoscenza. Oltre l’inossidabilità dell’Austerity esiste un mondo che si smarca dal campanilismo fra stati virtuosi e stati spendaccioni.

Nelle parole d’ordine di oggi c’erano le stesse ragioni fondanti dell’Unione Europea: lo stato sociale, l’uguaglianza, la solidarietà, il welfare, il lavoro, la conscenza. Il passo ulteriore devono farlo la politica e il mediterraneo. L’una cogliendo lo spirito nuovo presente nelle piazze oceaniche di oggi. L’altro rivendicando l’attenzione alle proprie opportunità di sviluppo, alla propria centralità culturale, e di libera frontiera col vicino oriente e il nord africa. Un’Europa che guarda solo ad Est non è può definirsi tale. Il mediterraneo e le forze progressiste hanno il compito primo di correggere l’errore più grande, anche dell’austerity, che commette il nostro continente.

La Federazione Degli Studenti ha dato prova di esserci, di contare, su una piazza tacciata della peggiore violenza possibile e che alla fine non è stata coinvolta negli scontri. Da qui il movimento può ripartire, dando corpo al proprio messaggio politico. Il mediterraneo, col sapere e il lavoro al centro, sarà ciò che merita, se non per la sua storia, per la sua gente.

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