IL SAPERE CHE FABBRICA DIGNITÀ – Documento di adesione alla manifestazione nazionale FIOM-CGIL 18 Maggio

Nelle ultime settimane nell’Unione Europea circola un vocabolario nuovo, che pare strida con gli annunci del passato. Perfino il cane da guardia dell’Austerity in salsa tedesca, Olly Rehn, ha cominciato a parlare di crescita, di investimenti. Persino i teorici dei tagli lineari, delle riforme necessarie cominciano ad utilizzare un lessico diverso.

Il 29 Maggio la commissione europea potrebbe decidere di chiudere la procedura per deficit eccessivo contro l’Italia, nonostante il Pil continuerà a contrarsi. Pare ci sia da congratularsi.

Il rischio è nel rituale processo di assoluzione del nostro Paese: che si abolisca la riflessione sulle colpe di chi ha prodotto questa crisi, affrontata dalla politica, fino a qui, proponendo le peggiori soluzioni possibili.

Il taglio alle risorse per l’istruzione, alle borse di studio; la riduzione dei salari e dei diritti dei lavoratori dipendenti, la precarizzazione e l’esclusione sociale dei nuovi lavoratori; l’inesistente rete di tutele del mondo del lavoro autonomo; la bassissima capacità del nostro settore produttivo di investire in innovazione e ricerca.

Il 18 Maggio, con la Federazione degli Studenti e la Rete universitaria nazionale, aderiremo alla manifestazione nazionale della FIOM, per chiedere di cambiare radicalmente il nostro modello di sviluppo. Sostenibilità, cultura, diritti, dignità. A queste parole devono legarsi investimenti pubblici nel sistema del sapere, accompagnati da maggiore democrazia nei luoghi di studio e di lavoro.

Con queste parole dovremmo parlare all’Europa, quella che tiene insieme il Reno e il Mediterraneo, il sud e il nord, il locale e il globale.

Con queste parole ci presenteremo in piazza, camminando per un paese diverso.

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