PIATTAFORMA FdS #11Ott

In questi anni abbiamo dimostrato che esiste una voce fuori dal coro, che può e sa contare, che riesce a creare proposte e a fare conflitto dal basso.

Lo abbiamo fatto dando alle cose i nomi che meritano: questa non è una crisi, è che non ti amo più. Pensare di continuare a chiamare “emergenza” una recessione strutturale che dura da anni, senza immaginare, anzi disperdendo, il patrimonio da mettere a valore, è quanto di più irritante. Le intelligenze dei luoghi in cui vive e si alimenta la cultura, il nostro patrimonio industriale, le tradizioni e la bellezza delle nostre città.

L’ 11 Ottobre porteremo ancora le nostre scuole nelle piazze. Per dire che ci siamo, per intraprendere un’altra strada. A partire dai diritti, fuggendo dalla retorica vuota dei costi insostenibili. Quei costi che si rivGET UP STAND UPelano inferiori, più sani e più giusti dei piani di difesa, delle oligarchie industriali, delle scommesse finanziarie.

I dati che le ricerche di qualsiasi istituto ci presentano, a partire dall’Eurostat, sono sempre più allarmanti:  la media Ue per gli abbandoni scolastici nel 2012 si è attestata al 12,8%, mentre il nostro Paese risulta ben al di sotto con il 17,6%. Non solo, ma mentre tutto il continente registra dei miglioramenti sotto questa voce, l’Italia regredisce. Ancora più preoccupante il dato relativo ai diplomati dove il “differenziale” fra il dato europeo (35,8%) e quello italiano (21,7%) è di oltre 14 punti percentuali.

È anche questo lo spread che vogliamo abbattere, che ci separa dal resto d’Europa, che cimporterà ad essere un Paese meno giusto e meno capace di contribuire allo sviluppo mediterraneo e internazionale.

Non possiamo restare fermi e non possiamo permettere che una intera generazione venga sacrificata in nome dell’austerità e del rigore economico:

– per questo chiediamo da subito che il finanziamento alla scuola pubblica venga riportato almeno alle cifre precedenti al 2008, prima dei tagli firmati Gelmini-Tremonti;

– chiederemo che si discuta e si approvi in Parlamento una legge nazionale sul diritto allo studio su cui c’è già una proposta di legge depositata presso la Camera dei Deputati, stesa dalle Associazioni Studentesche, introducendo strumenti reali e concreti per combattere l’abbandono scolastico, le disuguaglianze all’accesso e durante la formazione;

– Chiediamo che l’attività del Ministero dell’Istruzione venga concertata con i Ministeri di Sviluppo economico e Lavoro, favorendo il più possibile non soltanto un impiego per i giovani, ma costruendo un piano industriale capace di valorizzare le nostre intelligenze.

Solo così cominceremo a ricucire lo strappo che in questi anni si è consumato fra il sistema scolastico e la sua missione, solo così riusciremo ad avvicinarci a quegli obiettivi di Europa 2020 che sembrano sempre più lontani. Immaginare una scuola scuola diversa è possibile, come è possibile creare un Paese più giusto a partire dalla Scuola.

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