Cronache di una settimana Cuneese

La scorsa settimana la Giunta della provincia di Cuneo ha imposto alle scuole il taglio delle lezioni del Sabato a partire dall’anno scolastico 2014\2015, senza preoccuparsi delle conseguenze che questa decisione avrà sulla qualità della scuola. L’idea nasce dalla necessità degli enti locali di fare economia sui servizi erogati ai cittadini. A quanto pare chiudere le scuole un giorno in più alla settimana significa risparmiare sul riscaldamento e sul trasporto pubblico. I costi del risparmio ricadranno tutti sulle spalle delle famiglie degli studenti che dovranno sostenere le spese dei pasti fuori casa per i rientri pomeridiani e l’aumento del prezzo degli abbonamenti per il trasporto, perché per non farsi mancare niente si è proceduto col taglio di molte linee.

La Provincia, prendendo questa decisione senza neanche provare ad aprire alcuna forma di dialogo con studenti e professori, si è arrogata il diritto di smantellare l’offerta formative delle scuole, che dovendo riorganizzare il proprio orario in base alle esigenze dei singoli corsi di studio, non potranno più permettere agli studenti di partecipare a tutte le attività extrascolastiche.

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Ultima grande vittima delle politiche dell’amministrazione a guida Lega Nord è sicuramente la didattica, calpestata e stracciata per ragioni di cassa, non è considerata rilevante ai fini dell’organizzazione scolastica: infatti nessun membro della Giunta si è preoccupato di riorganizzare la didattica parallelamente al taglio del Sabato.

Il fronte di opposizione degli studenti di FdS e dei rappresentanti delle scuole di Cuneo non ha fatto attendere la sua risposta contraria alle politiche della Provincia, organizzando un movimento provinciale unito da una piattaforma comune. È stato scritto un documento che verrà diffuso in tutta la provincia e da cui partirà dalla manifestazione del 15 novembre una raccolta firme su tutta il territorio provinciale. L’obiettivo è consegnare questo documento con le firme di tutti gli studenti alle istituzioni competenti, convocando una manifestazione per il 21 novembre. La partecipazione di tutti gli studenti della provincia sarà concentrata a Cuneo città. La battaglia per la difesa di una scuola di qualità nella nostra provincia è appena iniziata.

Di seguito il documento politico approvato dall’assemblea dei rappresentanti degli Studenti e dalla FdS Cuneo.

DOCUMENTO CONTRO LA SETTIMANA CORTA

 Noi studenti e rappresentanti delle scuole superiori della provincia di Cuneo, uniti con la federazione degli studenti, esprimiamo il nostro dissenso rispetto alle recenti decisioni della Provincia riguardo al provvedimento che taglia il Sabato di lezione e che entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015.

Noi riteniamo che questa decisione sia totalmente inadeguata, non solo per le conseguenze disastrose che avrà sulla scuola, sugli studenti e sulle loro famiglie, ma anche per il mancato dialogo con le istituzioni scolastiche.

Noi studenti condurremo uniti una protesta che non si fermerà fino al ripristino del Sabato scolastico per le seguenti motivazioni:

  •  L’organizzazione della didattica delle nostre scuole richiede un notevole carico di studio individuale al di fuori dall’orario scolastico e questo provvedimento comporterà la mancanza del tempo materiale per studiare e quindi la qualità del nostro percorso formativo verrebbe ulteriormente danneggiata da questa imposizione. Non si può modificare l’orario scolastico senza ripensare all’organizzazione complessiva dell’offerta formativa.
  • Non accettiamo che si faccia economia sulla qualità dell’apprendimento durante l’orario di lezione: tagliando il Sabato le ore verrebbero ridistribuite aumentandone il carico o sulle mattine o sui pomeriggi. Ciò avrà ricadute negative sulla concentrazione e sul rendimento degli studenti e sulla qualità dell’offerta formativa degli insegnanti. Sarebbe inoltre necessario adeguare le strutture di alcuni istituti alle necessità e al corretto svolgimento delle lezioni pomeridiane.

  • Tutti gli studenti residenti fuori dalle città, che rappresentano la maggioranza della popolazione studentesca, dovranno affrontare gli ulteriori problemi relativi ai trasporti. Infatti la frequenza dei collegamenti non potrà soddisfare le esigenze dei diversi orari dei singoli istituti, la qualità del servizio peggiorerà e si aggraverà il costo a carico delle famiglie per la spesa sui trasporti che da anni continua ad aumentare.

  • Non accetteremo alcuna modifica all’orario scolastico se non verranno garantite mense per gli studenti. In questo momento di crisi economica che già affligge da tempo le nostre famiglie non possiamo permettere che un ulteriore spesa relativa ai pasti fuori casa venga caricata sulle loro spalle.

  • Le attività extrascolastiche sono una fondamentale integrazione alla nostra formazione: questo provvedimento metterà in difficoltà le scuole che le dovranno organizzare tenendo conto delle diverse esigenze dei singoli corsi di studio, rendendo in molti casi impossibile la partecipazione a tutti gli studenti.

  • Inoltre la modifica degli orari di lezione ci impedirebbe di continuare a frequentare attività al di fuori della scuola, quali conservatorio, volontariato, sport e passioni, che sono una parte fondamentale della crescita individuale della persona oltre che dello studente.

 Per queste ragioni noi ci opponiamo in tutte le scuole a questa decisione e non desisteremo dalla

nostra posizione finchè non ci verrà dato ascolto.Viviamo in uno stato democratico ma come gran parte delle volte le decisioni vengono prese senza sentire la voce di chi veramente vive la scuola, non solo la mattina a lezione ma anche in tutto ciò che essa comprende al di fuori del puro nozionismo, perchè crescere vuol dire anche vivere in una realtà di attività extrascolastiche che con queste soluzioni dovremmo dimenticare.

Abbiamo bisogno di persone che ci ascoltino non solo quando hanno bisogno di noi ma anche quando è utile affrontare assieme problemi e soluzioni sul nostro futuro. Non saremo indifferenti di fronte all’ennesimo tentativo di tagli all’istruzione per ragioni economiche, e per questo protesteremo finchè le nostre idee non verranno ascoltate.

 I RAPPRESENTANTI DEGLI STUDENTI E LA FEDERAZIONE DEGLI STUDENTI

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