Diritto allo studio? Cominciamo da qui. #municipalità

Negli ultimi quindici anni la direzione presa dallo stato italiano è andata verso il federalismo scolastico. Così il compito di garantire i diritti, e in particolare del Diritto allo Studio, è stato trasferito come materia concorrente alle Regioni, le quali a loro volta la ripartiscono tra Provincie e Comuni. Con la modifica del Titolo V della costituzione nel 2001, le Regioni da semplici organi gestionali in materia di diritto, sono diventati organi legislativi.

Ogni regione ha quindi la sua legge sul Diritto allo Studio. Il risultato è che in Italia ci sono quasi 400 pagine di leggi su un Diritto allo Studio che è diventato sempre più utopia. Invece di favorire l’accesso all’istruzione pubblica a coloro che hanno dei disagi logistici, economici e/o sociali, si sperperano i soldi in maniera inefficiente, controproducente e spesso anticostituzionale. Data l’eterogeneità del corpo legislativo, nel Paese ci sono situazioni molto differenti. In alcune regioni, come la Lombardia, i soldi stanziati per il Diritto allo Studio finiscono per finanziare le scuole superiori paritarie, in netto contrasto con l’articolo 33 della Costituzione. Infatti, il finanziamento pubblico agli studenti delle scuole paritarie, riguarda il percorso della scuola dell’obbligo, nel momento in cui il Comune non sia in grado di garantire un sufficiente livello di servizi con l’istruzione pubblica (scuole troppo lontane, o edifici inadeguati a contenere più di un certo numero di alunni). Queste operazioni normative evidentemente illecite si sono nascoste dietro la “libertà di scelta” delle famiglie. Riprendendo il caso Lombardia, la regione assegna con una graduatoria iniqua e del tutto originale i buoni scuola, coi quali di fatto si finanziano i costi altissimi degli studi negli istituti paritari.

Per prendere atto della situazione del Diritto allo Studio, qui in Italia un’astrazione, è utile consultare i dati sull’abbandono scolastico, di seguito riportati :

Abbandoni di studenti nel percorso quinquennale degli istituti statali superiori

Anno scolastico

 1° anno

2° anno

3° anno

4° anno

5° anno

 

Dispersi al termine del quinquennio

(differenza tra 1° e 5° anno)

%

1995-96

589.533

519.329

502.714

455.177

400.842

     
1996-97

586.231

507.971

487.574

446.839

390.920

     
1997-98

576.434

513.641

483.343

438.985

386.691

     
1998-99

562.444

502.486

479.550

431.082

375.013

     
1999-00

585.496

496.132

473.275

433.177

372.728

 

-216.805

-36,8%

2000-01

585.351

512.246

472.170

432.176

380.211

 

-206.020

-35,1%

2001-02

593.010

515.201

487.644

437.642

387.806

 

-188.628

-32,7%

2002-03

617.309

510.337

481.129

439.826

393.974

 

-168.470

-30,0%

2003-04

620.897

535.796

490.100

440.217

401.984

 

-183.512

-31,3%

2004-05

613.388

529.226

502.566

439.367

394.144

 

-191.207

-32,7%

2005-06

616.645

541.954

507.753

458.552

396.725

 

-196.285

-33,1%

2006-07

627.166

543.065

518.696

459.118

413.596

 

-203.713

-33,0%

2007-08

618.343

546.523

520.065

467.343

417.736

 

-203.161

-32,7%

2008-09

604.995

541.154

523.905

472.265

424.143

 

-189.245

-30,9%

2009-10

590.493

525.994

509.158

469.108

420.872

 

-195.773

-31,7%

E’ evidente come il Diritto allo Studio non sia garantito in modo sufficiente.

Soffermiamoci sull’espressione “garantire il Diritto allo Studio”. Garantire il diritto allo studio non è semplicemente erogare borse di studio, o organizzare i trasporti (se anche solo questi servizi fossero gestiti efficacemente sarebbe un ottimo risultato).

Garantire il Diritto allo Studio è creare un ambiente adatto alla crescita dello studente e della comunità studentesca da un punto di vista sociale e di cittadinanza oltre che culturale, permettendo a chiunque, a prescindere dalla disponibilità economica di assolvere l’obbligo d’istruzione e di formazione.

Da qui nasce la nostra proposta di municipalizzare il welfare studentesco, decentrando i compiti dalle Regioni verso i municipi, che oltre ad essere l’istituzione più vicina dei cittadini, è anche quella con maggiore capacità d’intervento sui reali problemi del territorio e con maggiori potenzialità per rendersi flessibile. Quale istituzione se non il Comune può quindi essere in grado di garantire il vero Diritto allo Studio? Da lì deve nascere il welfare studentesco vero, che crea una comunità pensante, che forma propri figli a partire dalle città in cui vivono, che permette loro di studiare e mettersi in gioco, che dà loro gli strumenti necessari per farlo.

Si può immaginare di ripartire i servizi in due macro aree: servizi sussidiari e servizi alla persona.

SERVIZI SUSSIDIARI

Sono individuati come servizi sussidiari, e costituiscono livelli essenziali delle prestazioni, le seguenti forme di contributo economico, logistico e materiale a vantaggio degli studenti” (dal DDL sul diritto allo studio scritto dalle associazioni studentesche e depositato alla camera)

Di competenza delle Regioni dovrebbero essere i servizi monetari quali:

a)      borse di studio e sovvenzioni per studenti che versano in particolari condizioni di disagio economico;

b)      contributi economici per la copertura parziale o totale delle tasse scolastiche;

c)      contributi economici per gli studenti che raggiungono eccellenti livelli di merito scolastico, anche nella forma di concorso alle spese relative a viaggi di istruzione, scambi culturali, studio o approfondimento di lingue straniere o di materie non insegnate negli ordinari programmi scolastici, pratiche sportive o ricreative;

Di competenza dei Municipi invece dovrebbero essere i servizi più specializzati:

a)      servizi di ristorazione e contributi per il vitto, visto che è un dato di fatto che molti studenti provenienti da comuni limitrofi debbano trattenersi fuori di casa, con un’ulteriore spesa per le famiglie;

b)      servizi di trasporto e strumenti di agevolazione alla mobilità urbana, che dovranno essere gestite da reti extra comunali, tramite gare d’appalto, in base al bacino d’utenza dei poli scolastici, in modo tale da poter permettere ad ogni singolo studente di raggiungere la propria scuola agevolmente, prevedendo un tetto massimo di spesa (un abbonamento ai servizi di trasporto di 500 euro annui per frequentare una scuola pubblica non è ammissibile), una volta superato il quale, in relazione alla situazione reddituale, siano previste dei sussidi atti esclusivamente al pagamento degli abbonamenti, in modo tale che questi non costituiscano una barriera sociale all’assolvimento dell’obbligo di formazione;

c)      servizi residenziali (alloggi presso convitti, residenze o appartamenti, contributi economici per la locazione di alloggi privati, supporti nella ricerca di alloggi, o altro) per studenti residenti a rilevante distanza dalla sede degli istituti scolastici e che presentano idonei requisiti reddituali;

d)     fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo e degli strumenti didattici indispensabili negli specifici corsi di studi e istituzione di servizi di comodato d’uso per gli stessi. Favorire l’istituzione di Mercatini del Libro Scolastico Usato gestiti da terzi, dal comune o da studenti senza scopo di lucro tramite degli accordi con gli istituti scolastici sull’adozione dei libri di testo nelle classi e mettendo a disposizione gratuitamente dei locali appositi.

e)      contributi agli enti locali per l’apertura di scuole comunali dell’infanzia, l’attivazione di servizi culturali e sportivi, l’edilizia scolastica, il funzionamento degli edifici e degli impianti scolastici, la gestione dei luoghi di cultura (teatri e biblioteche), e degli spazi di aggregazione (centri sociali e ricreatori). Il corretto funzionamento di queste strutture prevede che queste siano a disposizione degli studenti per attività autogestite, o a disposizione di terzi i quali portino a compimento dei progetti finalizzati alla formazione sociale, culturale o sportiva della cittadinanza e più nello specifico dello studente. A tal fine il Municipio dovrà essere finanziato direttamente dallo Stato, in base alla necessità e ad un preventivo di spesa relativo agli interventi di edilizia scolastica, e funzionamento e gestione dei luoghi menzionati, che correttamente funzionanti diventeranno il centro della vita cittadina.

SERVIZI ALLA PERSONA

Sono individuati come servizi alla persona, e costituiscono livelli essenziali delle prestazioni, le seguenti forme di sostegno materiale e immateriale per il superamento di ostacoli afferenti alla salute o all’integrità della persona, nonché all’inserimento sociale e scolastico della stessa.

Ancora una volta i servizi monetari dovrebbero restare di competenza della Regione:

a)      sussidi e servizi individualizzati per studenti diversamente abili e per studenti migranti;

b)      supporti per alunni ricoverati in ospedali e in case di cura e riabilitazione;

c)      servizi telematici per studenti che, a causa di condizioni particolari di salute o di vita, sono impossibilitati a raggiungere l’istituto scolastico;

Di competenza dei Municipi dovrebbero invece essere i seguenti servizi:

a)      “carte degli studenti” per facilitare e ridurre il costo dei consumi culturali e dell’accesso alle attività e alle strutture culturali presenti sul territorio, compito che potrebbe risultare impossibile per un’istituzione centrale  come la regione, ma di facile attuazione per un Municipio, in collaborazione con enti di rappresentanza studentesca ed associazioni studentesche sul territorio;

b)      supporti economici, organizzativi o di altro genere per realizzare progetti attivati dalle istituzioni scolastiche, dalle autonomie locali o dai soggetti senza scopo di lucro che agiscano in base al principio di sussidiarietà, e finalizzati: a favorire la frequenza scolastica da parte degli studenti migranti, l’istruzione e l’inserimento sociale delle persone detenute, l’inserimento sociale e scolastico degli studenti stranieri, l’integrazione dei minori in difficoltà; a prevenire fenomeni di dispersione scolastica e condotte devianti; a realizzare interventi di orientamento e di riorientamento scolastico e professionale, interventi di mediazione interculturale, consulenza psicologica e pedagogica. A tal fine una creazione di una rete tra associazioni, realtà locali ed imprese in grado di rapportarsi agevolmente con gli istituti scolastici, e gli studenti, integrando l’offerta formativa e l’indirizzo specialistico, al fine di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro (forse uno dei maggiori problemi riguardanti l’abbandono scolastico, è l’utilità che un percorso di formazione ha nel successivo inserimento nel mondo del lavoro, in alcune realtà pari a zero).

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