Gli studenti casertani in mobilitazione.

Riceviamo e pubblichiamo.

  • Siamo gli studenti del Liceo Alessandro Manzoni, gli studenti Casertani, ma non solo. Oggi e per le prossime settimane vogliamo essere anche gli Studenti Reggiani, quelli Romani e quelli Olbiesi, gli Studenti Greci e anche quelli Spagnoli che in queste settimane vivono il dramma di una “contro-riforma” di stampo Franchista; e a chi ci contesta l’intromissione diciamo che se distruggono la scuola Iberica noi siamo tutti Spagnoli e che se chiudono gli Atenei Greci noi siamo tutti Greci, perché noi siamo gli Studenti e le Studentesse della Pubblica. 
  • Siamo gli Studenti che vivono ogni giorno e con più difficoltà il tempo del conflitto, gli Studenti umiliati dalla Riforma Gelmini e dai tagli indiscriminati e trasversali del Ministro Tremonti, quelli che hanno sentito per primi il “Profumo” di Austerity che veniva dai tecnici, quelli che oggi apprezzano il cambio di fase del Decreto Carrozza e che ne denunciano però i sabotaggi, perché non siamo quelli dal comizio facile o quelli dalla protesta diffusa siamo quelli, invece, della rivendicazione concreta.
  • Abbiamo deciso di alzare la voce per quelli che non ce l’hanno, per quelli che l’hanno perduta, per i pendolari e i fuori sede, ragazzi e ragazze costretti a svegliarsi di notte e cercare mazzi fatiscenti che sperano semplicemente che il treno non faccia tardi. L’abbiamo fatto per quei ragazzi e quelle ragazze costretti a subire la pratica umiliante del dover chieder più e più volte il comodato d’uso dei libri perché una volta sola non basta, perché i diritti sono beneficenza e non diritti.
  • L’abbiamo fatto per dire che non ci stiamo più all’idea di una scuola fondata sulle differenze, una scuola elitaria, una scuola dove la consacrazione delle eccellenze vale di più del recupero di chi è “insufficiente”, perché per noi a scuola si cresce insieme e soprattutto coloro che vengono da realtà sociali più difficili fanno parte di questo insieme e mai devono essere bollati come “senza speranze”. L’abbiamo e lo faremo per raccontare la storia di una scuola meritocratica, scritta e pensata in un mondo vecchio per un mondo vecchio, dove gli Studenti sono il numero sul registro oppure quello sempre fisso alle interrogazioni di Matematica. Per questo, per loro, per noi occupiamo la nostra scuola e chiediamo:
  • Che si ricominci a finanziare la Legge Regionale n.4 del 1 Febbraio 2005, dimenticata da tutti già nel 2006; -L’approvazione di una Legge Nazionale sul Diritto allo Studio, che tuteli gli Studenti da Nord a Sud, dalla città alla provincia e dal comune alla periferia; -L’abolizione del Bonus di Maturità e dei test d’ingresso alle facoltà universitarie, simbolo dell’imbroglio della meritocrazia; -L’apertura di un tavolo permanente con la Provincia e con gli enti preposti per discutere di edilizia e di dispersione scolastica; -Che si apra una discussione seria e aperta sul tema del biocidio.

    Non vogliamo subire il solito ritratto dei manifestanti stagionali. Mostreremo i volti, i nomi e le parole dei diritti. E noi siamo il volto dei Diritti!

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    I Rappresentanti degli Studenti Renato Landolfi, Rosa Pugliese, Beniamino Piciullo, Vincenzo Morelli.

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