100 scuole #senzaclassi. E’ la volta buona?

La scuola sarà davvero un investimento fondamentale nel programma del nuovo Governo nazionale? Se a sostenerlo è lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi noi siamo pronti ad accettare la sfida, lo facciamo sempre, ma rilanciando.

Nel lungo intervento rivolto alle camere il nuovo Premier ha annunciato il proprio impegno per liberare le risorse degli enti locali bloccate dal patto di stabilità. Ne siamo felici. Ogni mattone, ogni piastrella, ogni banco, ogni euro impiegato per produrre sapere e conoscenza non deve rientrare nel patto di stabilità.

Ma c’è di più. Oltre la sicurezza. (Clicca qui per scaricare il volantino -> Senza Classi)

  1. La Scuola ai Comuni. Al centro della gestione dei luoghi del sapere – ossia la rete che unisce le scuole con i musei, le biblioteche e le piazze della città – devono essere i comuni, o le reti comunali. La sensibilità di un Sindaco-Premier verso questo tema dovrebbe essere forte. Questo Governo rivedrà le competenze delle province, tutte quelle sull’Istruzione superiore vengano affidate ai Comuni e ai consorzi di Comuni, con risorse sufficienti.

  1. Sicurezza, innovazione, utopia. In primo luogo va varato un piano per la messa in sicurezza degli istituti. Ma il sogno di nuove scuole costruite in modo diverso, di luoghi di apprendimento diffusi nella città, di spazi educativi rivoluzionari, è più reale di quanto sembri. Chiediamo di inserirlo nel piano del Governo. Lo suggeriscono le scuole peripatetiche della Grecia antinca. Ce lo dicono alcune eccezionali, ma sporadiche, esperienze attuali in giro per le città. Lo sta facendo Renzo Piano, nel grande rammendo delle periferie. E’ l’attenzione che chiede l’Italia al legame con i luoghi in cui vive, che hanno bisogno di cultura e conoscenza. La scuola dell’Italia che cambia deve essere fatta di istituti pieni di spazi aperti e flessibili, deve diffondersi nella città, esserne il cuore, dalle sue passeggiate ai luoghi di cultura di cui è ricca.

  1. 100 scuole #senzaclassi. Sicurezza e innovazione insieme: servono molte risorse economiche ed umane. Lanciamo subito un programma semestrale: il Miur insieme alle amministrazioni locali raccoglieranno le buone pratiche edilizie e di integrazione urbana delle scuole che già esistono, di cui va fatto tesoro. Vengano messe a bando 100 nuove scuole sperimentali e si chieda a Renzo Piano di guidare una apposita conferenza nazionale sull’edilizia scolastica 2.0. Servirà per immaginare le scuole con degli spazi di apprendimento nuovi, diversi dalle quattro mura a cui siamo abituati. Potrà lavorare, affiancando i comuni, per integrare due universi ancora troppo distanti: gli istituti del sapere e il territorio, luogo di vita e apprendimento fondamentale, dalle periferie al centro delle città.

Annunci