Buona Scuola : finalmente i decreti delegati.

Quasi al termine della scadenza dei 18 mesi, il 14 Gennaio 2017, sono usciti i decreti attuativi della Buona Scuola.

Due anni fa, dall’inizio delle consultazioni del Governo e del PD, intraprendemmo un percorso che ci portò a presentare ben 13 emendamenti in Parlamento, alcuni dei quali approvati e ad inserire i seguenti punti nelle deleghe al Governo:

  • La revisione dei percorsi professionali, per ridare slancio ai nostri Istituti Professionali dopo decenni di svalutazione.
  • La definizione dei Livelli Essenziali di Prestazione per il diritto allo studio, per dare ad ogni ragazzo le stesse possibilità a prescindere dall’area geografica di residenza.
  • L’emanazione della Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti in Alternanza Scuola Lavoro, per tutelare gli studenti nei loro percorsi di alternanza, evitandone la dequalificazione e garantendone il valore formativo.

Con la pubblicazione dei decreti attuativi ci stiamo quindi avviando alla conclusione di questo percorso, non molleremo quindi ora.

Non tutte le deleghe sono però arrivate al traguardo, e anche quelle che ce l’hanno fatta sono arrivate spesso mutilate. Mentre per la revisione dei percorsi professionali il decreto è soddisfacente, per il diritto allo studio la situazione è completamente differente. Manca infatti la definizione dei Livelli Essenziali di Prestazione, e quindi la definizione di standard nazionali per quello che riguarda i servizi per gli studenti, continuerà quindi ad allargarsi la forbice tra chi ha molto e chi molto poco. Inoltre lo stanziamento di 10 milioni di euro per borse di studio è si un passo avanti, ma di fronte all’immensità del fenomeno dell’abbandono scolastico queste non sono che briciole. E manca ancora una volta qualsiasi riferimento alla Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti in Alternanza Scuola Lavoro, testo elaborato dalle associazioni studentesche e passato in ogni possibile ufficio burocratico ricevendo pareri positivi ovunque, ma che ancora non vede la luce.

Infine c’è una pericolosa deriva per quanto riguarda le prove INVALSI. Infatti nella revisione dell’esame di stato queste diventano non più indicatori di sistema ma entrano nel curriculum personale dello studente. Una deriva centralista della valutazione  e uno snaturamento dell’INVALSI francamente inaccettabile.

Siamo stati auditi  il 2 Febbraio alla Camera dei Deputati e il 7 Febbraio al Senato per comunicare le nostre impressioni e le nostre perplessità alle commissioni (qui il testo inviato alle due presidenze con il resoconto delle nostre impressioni). Senza un deciso cambio di rotta in questi decreti, la Buona Scuola può accompagnare solo.

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