Chi siamo

FdS è un’associazione degli studenti presente in tutta Italia, nata nel dicembre del 2009 nel pieno delle contestazioni studentesche contro i tagli e la riforma della Scuola e dell’Università.

Abbiamo scelto di non schierarci soltanto in difesa, ma di costruire attraverso speranze, conflitto e politica una scuola e un paese diversi. Partigiani della conoscenza, costruttori di libertà. Significa scegliere di stare dalla parte del sapere che include e non separa, che sa andare al passo di chi non ce la fa, che insegna il valore della condivisione e del bene comune. Il Sapere come emancipazione, che aiuta a fare e a stare bene, nel lavoro e nella vita.

La scuola di oggi è stata pensata in un vecchio mondo per un vecchio mondo. Separa bravi e meno bravi, testa e corpo. Impone scelte di vita sulla base delle condizioni o delle ambizioni delle famiglie. Priva lo studente di una scelta matura, consapevole e autonoma. Dalle medie verso le superiori avviene la prima e più feroce selezione sociale del nostro paese, che non contempla le abilità ma il reddito. Sono questi i primi bulloni da fare saltare.

Ci hanno raccontato che la scuola dovesse essere più meritocratica, simile al paese che viveva. Lo abbiamo osservato a fondo il nostro Paese. E’ quello investe meno in innovazione e ricerca, che ha meno laureati d’Europa e più laureati disoccuati, con il sistema produttivo che innova meno di tutti. Il paese in cui si rischia di essere giovani e precari fino a quarant’anni, mentre ci vorremmo immaginare già Donne e Uomini. Il paese in cui la dispersione scolastica è al 18% e non esiste nessuna tutela per gli studenti. Siamo saliti sui tetti, abbiamo occupato le scuole e invaso le città per urlarlo a chi non sentiva e continueremo generazione dopo generazione.

Il sistema d’Istruzione sembra pensato esclusivamente per raggiungere gli obiettivi ministeriali, con scopi poco chiari: una corsa ad ostacoli per segnare nel registro le mete raggiunte, senza nessuna condivisione della missione didattica con gli studenti. Noi però non siamo sacchi da riempire, ma fuochi di conoscenza da accendere.

Come nella bottega, dove l’artigiano e gli aiutanti limano il legno, così la scuola dovrà interrogare testa e corpo, esperienze e audacia. Non conteranno soltanto le abilità di un’allieva, l’eloquio del docente, ma prima di tutto la qualità della squadra. La scuola che parte da noi contemplerà il territorio, le sue ricchezze, i suoi dissidi. Pretenderà sostenibilità, socialità e interesse. Saprà mettere a disposizione i propri spazi per ripetere, cercare, incuriosirsi e giocare. Tutti i giorni e tutta la vita. Saprà dare e sarà pronta a ricevere.

Ci riappropriamo così delle nostre idee e delle nostre ragioni per scardinare l’idea di una politica come carriera personale, del monopolio d’azienda, che non ci piace e che dobbiamo cambiare.

La libertà vola sui piedi del sapere e noi non dobbiamo avere paura di volare.

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